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Redditi on line indaga la procura di Roma

3 maggio 2008 31 views No Comment

Un'impiegata al lavoro al computer
Dopo lo stop del Garante per la privacy, è la magistratura a occuparsi delle dichiarazioni dei redditi finite sul web. La procura di Roma ha aperto d’ufficio un fascicolo processuale, per il momento contro ignoti, sulla base del presupposto che la pubblicazione di dati, anche non sensibili, come quelli sui redditi denunciati dagli italiani nel 2005, è comunque sottoposta a delle cautele e a delle modalità che non espongano a rischi i contribuenti. In sostanza, per la procura, è vero che si tratta di informazioni la cui accessibilità è regolamentata dalle norme, ma la loro pubblicazione in modo indiscriminato, e alla mercé di chiunque, non sarebbe consentita e potrebbe causare dei problemi ai titolari dei 730 e dei 740. Gli accertamenti sono stati affidati alla polizia postale e già nelle prossime ore dovrebbe essere acquisita, presso l’Agenzia delle Entrate, tutta la documentazione in merito. In particolare il procuratore aggiunto Franco Ionta vuole identificare chi abbia disposto la messa in rete dei dati e ricostruire tutti i passaggi della decisione che, a detta del viceministro Vincenzo Visco, è stata presa in applicazione della legge. Le stesse persone, ragionevolmente, saranno poi convocate in procura per dare la loro versione. Ieri il Codacons aveva annunciato l’invio di denunce a 104 Procure italiane affinché si indagasse sulla vicenda.
Arriverà lunedi, invece, la risposta dell’Agenzia delle Entrate alla richiesta di delucidazioni, fatta dal Garante della privacy, sulla diffusione on line dei redditi 2005: nel documento, elaborato dai tecnici del fisco, saranno forniti all’Autorità i chiarimenti sull’interpretazione della norma che riguarda la diffusione e la pubblicazione dei dati relativi alle dichiarazioni. Per martedi il Garante ha convocato un consiglio straordinario dei commissari per pronunciarsi sulla vicenda.

I testi delle dichiarazioni dei redditi del 2005 sono scomparsi dal web, ma sono tuttora accessibili sulla rete “peer to peer” (pari a pari) di eMule, un software utilizzato per condividere file: la comunità italiana è la più numerosa nel mondo tra quelle che utilizzano il programma di filesharing.

Original post by Panorama.it - Economia

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